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Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni

Il Bambino di San Leonardo

Il Bambino di San Leonardo
Nella celebrazione del Natale dell’Oriente, 5 gennaio la Chiesa Madre promuove la processione del Bambino di San Leonardo , muovendo dalla parrocchia, attraversa il centro storico , sosta nella Chiesa di Santa Maria in Betlem e si conclude con il canto del Te Deum. Grande e significativa è la partecipazione dei bambini.
Cristo nasce e muore recita il detto popolare riferendosi alla funzione mattutina del 6 gennaio per la nascita di Gesù nella Chiesa di San Leonardo. La Pasqua Epifania segnava non solo la fine delle festività natalizie, ma apriva quasi il periodo del secondo ciclo liturgico, quello pasquale, ancora più vicino, prima della recente riforma liturgica, con le domeniche pre-quaresimali della septugesima. All’origine la Natività celebrata in San Leonardo non aveva certamente il carattere conclusivo dei gaudi natalizi al termine del primo ciclo liturgico, né il significato del prolungamento del Natale con intendimenti pastorali, come la liturgia del primo gennaio nella chiesa di S. Antonio.
Questa cappella affidata all’omonima arcinconfraternita e non ancora sede parrocchiale, era distante dal centro urbano in aperta campagna (“Sant’Antognu ti fori”) e cio’ spiega la mattutina celebrazione del Natale a Capodanno per i fedeli per i fedeli dimoranti nella campagna circostante. D’altronde il primo gennaio era inserito nel tempo natalizio per il duplice motivo dell’”ottava”della festa e per la commemorazione della Circoncisione del Signore, ora ritornata a festa della Maternità divina di Maria Santissima.
Ma torniamo al Natale Epifania nella chiesa di San Leonardo. L’antica tradizione conservata dall’omonima confraternita continuata anche dalla confraternita del SS Sacramento ed ora ripresa in altra forma pastorale caritativa dal parroco don Angelo Argentiero per la comunità di Tutti i Santi ha origini ben più remote. E’ sicuramente una testimonianza significativa della presenza dei cristiani di rito orientale a Mesagne.
Il collegamento al fatto religioso diviene importante sul piano storico e culturale come memoria dell’insediamento dei Greci sul nostro territorio.E’ memoria assai più viva o quantomeno esplicativa dei Vestigi dei grecismi in Terra d’Otranto” di cui riferisce Primaldo Coco e Antonio Profilo nella “Messapografia 1”. Scrive Profilo !è inoltre indubitato che il rito greco ebbe qui vita e si consacrò per molti secoli” e ancora “abbiamo documenti che stabiliscono incocussamente come il rito greco siasi qui conservato fino al cadere del secolo XVI (2)”.
I Greci sparsi sull’intero territorio salentino lasciarono i monumenti della cultura e della civiltà ellenica nelle Cappelle, nelle Laure, nelle Cripte e nei Calogeri, costruiti ed affrescati dai monaci brasiliani.
Sopravvissero alle invasioni dei Longobardi e dei Saraceni e restarono a lungo sulle nostre terre, anche a Mesagne. Ciò a buon diritto essendo stata la nostra città ricostruita dopo quelle devastanti invasioni, dell’Imperatore Basilio II.
La colonia geca era insediata nel centro storico, tuttora ricordata dalla toponomastica dalla Piazzetta S. Anna dei Greci, oltre che dalle terre affidate a quei coloni, in contrada detta appunto “La Greca”.
Nel perimetro circostante la Piazzetta Santa Anna dei Greci sorgeva la Chiesa della Comunità, intitolata a Santa Maria della Greca o Sant’Anna dei Greci. i recenti scavi di consolidamento sotto il palazzo Guarini in via Eugenio Santacesaria avrebbero portato alla luce - secondo alcuni esperti. I ruderi dell’antico luogo di culto.
E’ così che la sollenità dell’Epifania, il Natale della Chiesa d’Oriente, officiata in SantoAnna dei Greci, continuò a celebrarsi nella vicina chiesa di San Leonardo abate per restare, fino ai nostri giorni, significativa memoria della liturgia bizantina praticata da un popolo di antica civiltà, che ha contribuito a costruire la nostra storia. (Mons. Angelo Catarozzolo da “Natale a Mesagne” anno 1992 pp.8,9).

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